Rivisto a più di quaranta anni di distanza dall’uscita nelle sale il celebre film con Jennifer Beals vede sfumare quella benevolenza con la quale fu trattato anche dal pubblico colto. Presentando musiche imponenti, trama compassionevole da piccola fiammiferaia, elementi da lotta classe, spirito americano del ‘selfmademan’, attrice gradevole, sensuale ma non di una bellezza eccessiva e irritante, c’erano – come in effetti ci sono stati – tutti gli elementi per il successo.
Rivedendo col senno di poi si ravvisano ‘in nuce’ i tratti per cui un film debba essere prodotto e lanciato. Come se l’algoritmo della produzione fosse soddisfatto degli elementi così commisti, tali da dare soddisfazione ad ogni palato.
Ma a dare senso a una storia dove si misurano diverse vicende di affermazione personale nel contesto sociale, sono i brani scritti o almeno curati da George Moroder.
Ci si poteva limitare a collazionare i video e le musiche che ne giustificano la sceneggiatura. Sarebbe stata opera meritoria e avremmo evitato quelle pause recitatorie che servono a propiziare la nuova scena in cui partirà il brano.
Nanni Moretti nel film Caro Diario mostrerà la piacevolezza di assistere a scene di ballo senza esserne diretto partecipe. A sorpresa incontrerà Jennifer Beals che passeggia lungo le Mura Ardeatine. Col suo stentato inglese cercherà di parlare con l’attrice scoprendo che lei parla italiano, semmai si fa traduttrice per il suo compagno di camminata.
Resta la migliore interpretazione lasciata al cinema da questa attrice, anche perché si produce in un gioco del rovesciamento di ruolo che in un qualsiasi altro film non le avrebbero proposto.
