“ Midnight hammer”

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Non è il titolo di un film a metà tra il Dottor Stranamore e Oltre il Giardino. Ci si può immaginare un presidente che esterna a talento, secondo come in quel momento gli balena nel vago proposito. Poi sono altri fatti e circostanze a determinare gli accadimenti sulla Terra. E nella semiotica di lettura delle cose oramai le parole sono ridotte a nonsense. Anche i più seri e convinti propositi annunciati un attimo prima. Contano solo le operazioni, le attività effettive. E su quelle fare i conti. Per quelle valutare i danni pervenuti, quelli praticati e quelli che potrebbero effettuarsi nella continuità degli stessi.

Ma anche in questa nuova chiave semiotica degli accadimenti il quadro non si fa più rasserenante.

Trump indossa il cappellino rosso. Il Capo di Stato maggiore che fa le corna e chiarisce che la decodifica del gesto non è da interpretare “all’italiana”.

Anche le rassicurazioni da bulli fanno speciale eco: “abbiamo devastato il programma nucleare iraniano”. E il dilemma è capire se sia vero o no. E in questo caso quali potrebbero essere le conseguenze. Oppure se credere alle reazioni iraniane per cui la risposta è tipica di certi coatti da bar che una volta presi a pugni dicono per non dare soddisfazione all’aggressore: “non mi hai fatto niente”.

Inquietanti i sonni europei che annunciano un vertice per mercoledì. Sembrano stiano vedendo un altro film.

Hanno dato un nome all’attacco, come alla sceneggiatura del film andato in onda a spese iraniane. “Midnight hammer”. Nessuno pare saperne niente. Ma anche questo, pare sempre, non essere vero. Il premier inglese ha detto essere stato avvertito. Ma forse è un modo per millantare un ruolo nel mondo in un vecchio continente che non ne ha alcuno.

Ed anche il messaggio non sappiamo bene a quanti spettatori debba effettivamente arrivare. Se anche all’amica Russia che è apparsa però giustamente sconcertata. Oppure se anche alla Cina per ricordare loro che l’egida nel mondo si ottiene sempre con le armi e non può essere determinata univocamente dall’egida sulle merci e sul denaro.

Quindi il problema consiste nella nuova grammatica delle bombe tese a dare un nuovo lessico alle trattative tra mondi ma in un contesto in cui le parole non contano proprio niente. Sono i gesti concreti a evidenziare la soglia di dolore e a scatenare reazioni conseguenti.

Nell’età dell’intelligenza artificiale consiste nel ritorno allo spirito della clava. Complimenti.

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