In Europa le Borse resistono contro Trump

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Se l’Unione avesse la stessa integrità e capacità di reazione delle Borse saremmo già un passo in avanti. Alla faccia della volatilità di alcune azioni, della suscettibilità ai cambiamenti spesso lamentata nella reazione dei mercati borsistici, la reazione di oggi è da vecchia Europa, forte, compatta, ammiraglia del mondo.

Infatti le Borse europee chiudono in rialzo. Gli investitori guardano alle mosse di Donald Trump sul fronte dei dazi con molta attenzione ma non con l’apprensione mostrata dai politici e senza la loro capacità di genuflettersi alle stranezze dell’uomo più potente della Terra.

Per altro si può interpretare la reazione come anticipazione di un accomodamento già trovato o comunque nelle cose sconosciute al buon pastore della politica.

D’altro canto le agenzie riportano che saranno inviate gli avvisi in stretta consonanza alla data limite fissata per il 9 luglio. Quindi, di lì, l’entrata in vigore delle nuove tariffe per gli scambi commerciali, conseguentemente, dolori per tutti, rincaro dei prezzi, fino alla stagnazione in alcuni settori.

Eppure il dollaro si rafforza sulle principali valute. “In positivo Francoforte (+1,2%) e Parigi (+0,35%). Debole Londra (-0,19%)” come riporta l’Ansa.

Sui dazi la politica europea si incontra alle ore 17,30.

Nel frattempo Ursula e Donald si sentono al telefono e dicono di aver avuto un buon scambio. Si parla di proroga a fine agosto. È questo l’intervallo per continuare a campare che rassicura le Borse?

Trump ha fatto sapere di voler combattere l’associazione di azione politico-commerciale dell’Europa ai Brics. Ma a rassicurarlo deve bastare la parola del portavoce di Putin, Dmitri Peskov: “questa interazione nel quadro dei Brics non è mai stata e non sarà mai rivolta contro alcun paese terzo” (Ansa).

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