Trump e Von der Leyen hanno un accordo. Non vale per l’acciaio e l’alluminio e anche il settore farmaceutico è fuori dall’accordo, ma per altri generi merceologici inclusa l’auto l’accordo è stato siglato al quindici per cento. Si parla ovviamente della quota dei dazi che avrebbe dovuto ribaltare l’asse commerciale del mondo.
In buona parte, ora, pare che molti ambiti siano recuperati. L’intesa raggiunta in una trattativa durata appena un’ora ma che era stata tatticamente preparata con molto riserbo tra i due facendo uscire dichiarazioni molto caute che non davano sicurezza sulla riuscita dell’intesa. E invece c’è stata. Ora Trump e Van der Leyen si lanciano nello sport dei complimenti reciproci.
“Ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta”. Così si sono espressi il presidente Usa Donald Trump e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come fossero due ragazzi innamorati usciti da una crisi sentimentale al Golf Club sull’estuario del Clyde tra le colline della Scozia sudoccidentale dicono al mondo che in fondo si sono sempre voluti bene. Ed aggiungono con enfasi: “è l’accordo più importante di sempre”.
I due hanno anche fatto un po’ gli attori perché erano partiti un po’ accigliati e col massimo riserbo tale da non poter ipotizzare nulla di buono in vista. E invece le linee fondamentali dell’accordo c’erano già tutte. Si trattava di verificarle e confermarle.
L’Ansa riporta che “il format dell’intesa è stato fortemente trumpiano”. “L’Ue effettuerà 600 miliardi di investimenti negli Usa e ci acquisterà 750 miliardi di energia” – parola di Trump in conferenza stampa. Eppure, prima dell’incontro, erano state lanciate stilettate all’Europa sui temi dell’immigrazione e del Green Deal.
Ursula Van der Leyen che parla di Trump come un grande negoziatore e un “dealmaker”. Pare il mondo alla rovescia ma è proprio quanto riportano tutte le agenzie. Il fatidico quindici per cento riguarda anche i semiconduttori. Mentre su altri “prodotti strategici” la tariffa è dello zero per cento!
C’è da chiedersi di cosa si è parlato allora per mesi. Un teatrino per tenere gli europei col fiato sospeso? Van der Leyen dovrà ratificare l’accordo però in sede europea convincendo ciascun paese sulla bontà dell’accordo. Pare che a Commissione non preveda misure di ristoro per i settori che restano colpiti dai dazi ancora in piedi.
Ci sarà ancora da discutere quindi e specialmente in Europa tra i singoli stati. C’è ancora il punto sospeso o forse sarebbe meglio dire interrogativo su acciaio e su alluminio per i quali, pare, non cambi nulla. Dovrebbero quindi restare al cinquanta per cento.
Ursula forte del risultato di oggi però conta di portarne a casa un altro anche in questo ambito. Stavolta però sarà inevitabile osservare meno clamore. Certi grandi interessi non amano titoli e prime pagine roboanti.

