Non capisco l’innamoramento per la parola “genocidio”. Evidenzia, in effetti, l’urgenza di rendere pan per focaccia a un mondo e liberarsi un poco di questo senso di colpa determinato dalle generazioni dei mostri padri.
Non capisco anche come si recede dalle due incessanti volontà. La prima di sapere e capire: ma queste anime belle non si sono fermate alla prima versione? La più vulgata?
E poi: cosa possiamo fare per fermare tutto questo? Ma con attività vera, risolutiva. Non mandando stancamente generi alimentari, qualche volontario-eroe e invocando il riconoscimento dello Stato della Palestina. Tutte risposte belle e giuste ma che non aiutano a risolvere.
Ma non vi ha impressionato il comunicato della lega araba che chiede ad Hamas di andarsene? Ma lo avete visto quel servizio giornalistico in cui si mostra come gli aiuti umanitari siano fermo da mesi e non per responsabilità dell’esercito israeliano? Ma lì confrontate i dati diversi sui decessi in quella terra? Hanno ragione solo i comunicati di Hamas? …
Davanti a tutto questo mi balena l’evidenza che in effetti esiste l’antisemitismo e questa occasione lo ha scatenato perché ha liberato molti dal senso di colpa.

