Teste di ariete a Orvieto

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Gli etruschi sono tra noi. Una presenza conflittuale, poi assorbita, poi di nuovo presente e pressante come sistema di alleanze territoriali per spingere l’antica Roma a scelte invece di altre. Oggi risorgono con tutta la loro pervicace presenza territoriale attraverso due teste di ariete, un’altra testa di leone più altari monumentali. Sono i reperti emersi dalla nuda terra in quella che un tempo fu l’antica Etruria. Ne informa l’Ansa.

E se ci fosse un soggetto territoriale che in nome dell’Etruria rivendicasse quei territori come la prenderemmo?

I reperti sono stati ritrovati nelle campagne di scavo a Campo della Fiera. Si trova vicino alla rupe di Orvieto. La comunità scientifica internazionale ha battezzato quell’area come Fanum Voltumnae. In questo luogo avevano sede gli incontri tra le dodici città-stato che consistevano nella temibile Etruria. Siamo nel sesto secolo avanti Cristo. Il luogo si pone come vera e propria sede di mediazione e si pone come nuova centralità su volontà del re Porsenna che governava Chiusi e Orvieto. Siamo così arrivati oltre la seconda metà di quel secolo dove Roma ancora si governa e combatte nelle immediate vicinanze.

La ricostruzione degli archeologi vuole anche che oltre ai confini cittadini si collocavano templi e monumenti che oggi potrebbero tornare visibili e apprezzabili.

Una Storia che non finisce e sulla quale è difficile, quasi impossibile, porre la parola fine nel senso della narrazione vera e propria come della ricerca. Infatti sono stati ritrovanti altari di proporzioni molto grandi dove sorgono le teste di ariete e di leone sulle quali prima si accennava. La definizione di questi reperti denota un grande livello di raffinatezza al quale era arrivata la cultura di quel popolo e il loro sistema di vita. Niente a che vedere con la bellicosità di tanti popoli confinanti.

Così anche l’Etruria può diventare un soggetto geopolitico. Questo per una ragione ben ovvia del richiamo turistico e geo-naturalistico. Un’altra per differenziarsi dalla barbarie delle popolazioni confinante che con la compattezza di grandi idee unitarie non hanno dato grandi prove di loro.

Si tratta di una provocazione ben chiara. Ma potrebbe anche funzionare.

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