L’ex deputato di Matteo Renzi su distingue sempre per l’avveduteźa dei suoi interventi: mai sopra le righe, mai sopra la quantità di decibel cinsentita a una discussione civile. Tenere la stessa china trattando del conflitto in Medio Oriente sembra qusi impossibile. Eppure lui ce l’ha fatta.
E per arrivare a risultato si è garbatamente servito dell’espedente di citare i concerti di Jovanotti.
Riferisce che il cantautore ha detto queste parole su quanto stazavvenendi a Gaza:
“Non ho niente di intelligente da dire su quello che sta succedendo. E siccome non ho niente di intelligente da dire, non dico niente. Prego, spero e mi auguro che questa follia ci insegni qualcosa”.
“Per chi faccio il tifo? Per entrambe le parti, non è una questione di tifoseria. Io sono tifoso solamente per sostenere la pace, la tregua. È l’unica cosa che sono in grado di sostenere con il mio modo di intendere la vita”
Secondo Marattin si è già usciti dai mainstream. Ma soprattutto perché rivendica il diritto.al silenzio. Si potrebbe chiamare “il diritto a non esprimersi, se non si hanno sufficienti e accurate informazioni”. – chiosa Marattin. Lo si diceva nella Rivoluzione Culturale cinese: “senza ricerca nessun diritto alla parola”.
Ma c’è un altro concetto ben individuato da Marattin: “rifiutare la logica delle tifoserie, e sperare semplicemente nella pace”.
La vicenda ha poi avuto ripercussioni nella reazione di parte del suo pubblico. Ma deve rafforza nel convincimento di seguire questo indirizzo.

