Che si parli anche di Ucraina, please!

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Nel 2014 le ostilità iniziate in Donbass non furono “guerra civile” bensì fu orchestrata dalla Russia contro il governo di Kiev. Lo ha stabilito la Corte Europa per i Diritti Umani. Stesso comportamento offensivo da parte della Russia con l’abbattimento del volo Malaysia Airlines 17 in quello stesso anno e aver invaso l’Ucraina tre anni fa.

Il problema per l’Ucraina consiste nel fatto di essere accompagnati dal fenomeno della corruzione come endemico alla società e ai gangli più vitali dello Stato. Alla fine di questa stagione di guerra dovranno riflettere ed agire con fermezza su questo versante se vorranno una consapevole emancipazione di popolo dal resto: dettami standardizzanti dell’Unione e imperativi silenti e oppressivi arrivati dalla Russia.

Tutto questo non può essere relegato a culturame buono per i dibattiti di circoli ben raccolti e avveduti sulle malattie recondite provenienti da una tradizione di cui non si può fare a meno di vivere ancora nel pieno il senso della più vera eredità. Trasformare la guerra di dominio fatta dagli eserciti a una vera lotta per l’emancipazione di un popolo che ha conquistato sul terreno il proprio riscatto. Tutto questo se le circostanze storiche riusciranno a consentirgli effettivamente questo passaggio. Diversamente dalla svendita che si subodora da parte di Trump all’amico Putin.

E si dovrà ripartire dalle manifestazioni di piazza Majdan tra il 2013 e il 2014. Di qui nacque la “Rivoluzione della Dignità”.

Lotta alla corruzione, cambiare l’ordine statuale delle cose con la rimozione del presidente di quel tempo: Viktor Janukovyč, Tutto nacque da lì.

E in quel contesto gli ucraini guardavano gli europei, non alle commissioni di Bruxelles. L’Europa era il modello che dava loro coraggio per ribaltare uno strapotere che li soverchiava: la corruzione.

Non sappiamo oggi quale sia il sentiment di questo popolo in guerra contro l’invasore russo da tre anni nei confronti dell’Europa che ha fornito i mezzi materiali per assecondare questa ribellione di popolo.

Impressionante il silenzio rumoroso di coloro che hanno a cuore l’indipendenza di un popolo e la sua autodeterminazione, quelli che hanno in ricezione la sofferenza dei bambini a Gaza. Ed è giusto! Giustissimo. Ma ci sono in molti a soffrire per politiche militaristiche di accerchiamento e dominio. E stanno sopra la nostra testa.

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