E anche Netanyahu candida Trump al Nobel per la Pace

0
110

Tutto è nato da quella che sembrava una boutade. Era il 6 maggio 2025. Donald Trump dichiara che meriterebbe il premio Nobel per la pace. L’8 luglio 2025 gli fa eco Netanyahu. Proprio in virtù degli Accordi di Abramo, gli storici trattati di normalizzazione dei rapporti tra Israele e vari Paesi arabi, lui lo avrebbe meritato.

  • Quegli ‘’accordi’’ altro non sono che una dichiarazione congiunta tra Israele, Emirati Arabi Uniti (Eau) e Stati Uniti, raggiunta il 13 agosto 2020. Va detto che ebbero il merito di estendere il termine anche all’accordo di normalizzazione Bahrein-Israele

Bisogna ricordare infatti che il 28 gennaio 2020 Trump elaborò una proposta di pace fra israeliani e palestinesi in una cerimonia presso la Casa Bianca. Prevedeva l’applicazione della legge israeliana, o l’annessione, a circa il 30% della Cisgiordania. Rifiutato dai palestinesi perché troppo rigido e a favore di Israele, quegli accordi però segnarono la prima normalizzazione delle relazioni tra un Paese arabo e Israele da quelle con l’Egitto nel 1979 e con la Giordania nel 1994. ( Si deve sempre ricordare che Abramo è considerato un profeta da entrambe le religioni. Ebraismo e Islam lo considerano un patriarca ).

Ed è così che il 7 luglio Benjamin Netanyahu ha consegnato la lettera di candidatura per il Nobel per la Pace a Donald Trump. Il gesto di adulazione di un mese fa era servito a lenire i termini della richiesta di Trump che voleva un cessate il fuoco su Gaza.

Trump cerca un riconoscimento presso le élite internazionali. Non sarebbe una grande novità anche perché quel premio è stato riconosciuto ad altri personaggi della scena statunitense del passato con meriti almeno discutibili, come Henry Kissinger e Barack Obama.

Ma il lato comico di oggi consiste nel vedere il presidente di uno dei paesi più in guerra del mondo avere l’improntitudine di candidare chicchessia. E guarda caso l’esempio concreto non riguarda proprio l’ultimo della Terra.

La sua candidatura in pectore ha ripreso quota a giugno quando il Pakistan ha avanzato ufficialmente Trump al Nobel. Sono stati i primi. Di lì hanno seguito Azerbaijan e Armenia coi quali in effetti Trump è riuscito a trovare un’intesa dopo trenta anni di conflitti.

Molto del suo ascendente per la commissione giudicatrice sarà determinato dalla riuscita dell’incontro con Putin in Alaska. Ma su quell’incontro già è feroce e giustificata polemica per la messa fuori del soggetto principalmente interessato. Ma i mezzi giustificano trovano sempre legittimazione grazie ai fini dichiarati anticipatamente. Ed è tutto da vedere se sono raggiunti. IN caso contrario i mezzi restano mezzi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here