Finalmente vinciamo sulla Germania il derby europeo relativo allo spread. Siamo a 77,6 punti. E qui gli ottimisti filogovernativi vanno giù con la chiacchera della stabilità e della fiducia sul nostro paese e sarebbe un gran risultato che ‘ premia la nostra politica estera in una scena internazionale travagliata da due conflitti militari, quindi aumento di richiesta di spese per la Difesa ‘ … Nella verità vera tutto è relativo alle difficoltà economiche della Germania e quindi dal suo ridotto appeal.
Sempre nel Bel Paese che è il nostro a giugno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato con 43,8 miliardi. Il dato segna l’aumento del 4,2 per cento (1,8 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024.
Il debito pubblico quindi resta per sempre la nostra bestia nera ma ci sono anche belle notizie come i conti sui titoli italiani incoraggiati dal buon andamento dello spread. Come richiamato sopra, consistono nei livelli più bassi dal marzo del 2010. Allora ci fu il minimo a inizio gennaio, a 68 punti base.
Merito dell’andamento, va detto, deve essere attribuito anche alle amministrazioni locali che si mostrano più virtuose di quelle nazionali. La Banca d’Italia riportata dall’Ansa dice: “il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 19,7 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali è diminuito di 1,7 miliardi. Quello degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 19,6 per cento (dal 20% del mese precedente), mentre a maggio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 33,2% (dal 33% per cento del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,1 per cento (dal 14,3 per cento)”.

