” Non c’è accordo fin quando non c’è l’accordo “

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Il virgolettato consiste nella sintesi di questo memorabile ferragosto diplomatico fra le due più grandi potenze del mondo. Diplomatico ed elegante Putin dà l’appuntamento a Mosca. Probabilmente dovranno portare sul tavolo i risultati delle loro verifiche nei rispettivi campi interni. Trump con il protetto irrequieto e Putin col suo establishment. Entrambi quindi alle presi coi propri equilibri, alcuni visibili altri assolutamente ascosi.

Ma tanto più invisibile resta il piano dell’intesa sulla quale ha concentrato l’allusiva dichiarazione Trump. Il fatto cioè che prima di stabilire alcuni punti di compromesso c’è bisogno che i due siano registrati sullo stesso linguaggio. E questo ancora non avviene, secondo quanto detto da Trump. Ma non c’è anche se l’espressione è letta inversamente a come è stata divulgata e tradotta. E cioè deve esserci il punto di compromesso esplicito per dire che si è arrivati a un risultato tangibile, segno della trovata intesa tra i due. Se non sussistono questi tratti non ci sono queste componenti.

Dall’espressione e l’affabilità dei due a dichiarazioni ultimative si mostra il professionismo di Putin e la genuina percezione di aver toccato l’incongruenza da parte di Trump. Personalità diverse, scuole diverse.

Ma tanto più problematico sussiste il problema di fare il bilancio di questo ferragosto in Alaska. Potrebbe essere foriero di nuove trattative e dell’apertura di un dialogo inesistente in questi termini fino a poco tempo prima. Ma potrebbe essere anche il significato di un cocente fallimento. Tantopiù considerate le intemperanze a cui ci ha abituato il Presidente Usa, quindi la sua naturale incapacità a non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Un Trump che non dice niente è il segno di un Trump che non ha niente da dire.

E questo deve rendere tantopiù inquieti.

Ma le ragioni sono da ricercare anche nella modalità di questo incontro. In diplomazia di solito si organizza un canovaccio di cui si collaudano i punti critici in sede preparatoria. L’incontro ufficiale serve a rendere chiaro, evidente, esplicito e pubblico il risultato ottenuto dalle due segreterie coordinate dai rispettivi leader.

Il fatto di esser arrivati a un nulla di fatto può significare semplicemente nel voler concentrare l’importanza dell’incontro tutta su loro due dialoganti e rendere solo questo il fatto.

Ma come insegna sempre Lady Mcbeth: “Se una volta finito tutto fosse fatto, sarebbe bene fosse fatto adesso”.

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