M’aiutate a sedare il matto?

0
42

Mai come in questa fase storica la vignettistica si pone come migliore aiuto per sintetizzare il senso di eventi e situazioni della scena internazionale. Ci vorrebbe infatti una vignetta di Osho per dare piena significazione ad un incontro organizzato in grande pompa magna e a cui è stato dato un grande risalto mediatico. Ma quale era il tratto diplomatico della seduta tra il Presidente americano, quello ucraino e i più rappresentativi premier d’Europa? Come dovremmo chiamare questo incontro tenuto ieri alla Casa Bianca? Incontro al vertice dell’Occidente? Di sicuro non è un G7 o un G20, non c’è un’esplicita agenda di lavori di diplomazia da mettere a punto. Solo una piccola circostanza. Smettere con la guerra in Ucraina.

È chiaro che l’America non ne può più. Trattatasi dell’ennesimo fronte che lascerebbe alla rovina dei contendenti disoccupandosene semplicemente dopo averlo, altrettanto semplicemente, provocato. Ma Trump vuole aggiudicarsi il Premio Nobel per la Pace. Qualche atto materiale deve pur portarlo a casa. E allora convoca tutti i leader d’Europa e pare loro chiedere (e qui la vignetta opportuna): “m’aiutate a convince stò matto a smette de fa la guera e accettà de perde un po’ de territorio?”

I paesi d’Europa non possono esimersi. Ma non possono farsi belli con Zelensky se le rassicurazioni dell’incombente vicino non riesce a persuaderli del tutto. Nel frattempo come argomentazione vincente Putin continua a bombardare l’Ucraina. Deve rimanere in esercizio. E poi è un modo per ribadire il concetto per cui c’è un tempo per parlare e un tempo per sparare e le due cose possono essere fatte insieme, sebbene in spazi e ambiti diversi.

Tra Putin e il resto del mondo si scontrano due scuole di vita totalmente diverse, ma entrambe tramontanti. Putin è un professionista, gli altri sono dei dilettanti. Putin però ha il senso di quello che vuole e i mezzi per conseguirlo. Gli altri annaspano tra quello che vorrebbero e altrettanto che non hanno: parola, fiducia del mondo su di loro, armamenti, credibilità, solidità dai riferimenti di appartenenza.

E allora è chiaro che non sussistendo le premesse non possono esserci nemmeno le conclusioni. Si finisce in coda di pesce quanto annunciato con pompa magna nel vertice internazionale convocato senza alcun oggetto preciso da dirimere. E al povero Macron non resta altro che ripetere una petizione di principio che per la sua ovvietà non dovrebbe nemmeno esser detta: ‘l’Ue sieda al tavolo’. A Starmer l’osservazione di cercare una continuità nei negoziati, in effetti mai iniziati. E all’altro povero Zelensky la ripetizione pedissequa sulla richiesta di garanzie. Che gli è rimasto povero uomo? E adesso ci ha pure le elezioni!

Nel faccia a faccia che si annuncia tra Putin e Zelensky si dovrà fare bene attenzione che quest’ultimo non sia divorato dal primo. Ed è per questo che servono presenti, arbitri e mediatori.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here