Inizio operazione del lavaggio delle mani. Dopo essersi prodotti e divisati per una soluzione ce se ne discosta gradualmente relegando le responsabilità del loro esito agli attori diretti. Del resto per certi versi è anche giusto quando non ci si riesce a caricare di tutti gli esiti delle soluzioni che si è iniziato a determinare. Infatti Trump ha detto dichiarando una sorta di uscita di scena: “Putin e Zelensky organizzano incontro, meglio senza di me ma se necessario ci sarò”.
È stato quindi lasciato a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky l’onere di organizzare il bilaterale. Trump lo dice nel corso di un’intervista radiofonica notturna. Come un buon padre di famiglia ritiene che i due adolescenti debbano imparare a muoversi con le loro gambe. Tanto che il dissociarsi da quanto ha contribuito ad associare suona per un verso come terapeutico – “per ora penso che sia meglio se si incontrano senza di me” – dall’altra si teme per le conseguenze e si vuole anticipatamente uscire di scena per non condividere l’eventuale fallimento.
Ma poi ha anche detto: “se necessario, andrò”.
Ma mentre ci si prodiga in tatticismi, dichiarazioni e mosse del cavallo pronte in essere, la guerra continua con tutta la sua crudezza. E se ne dà notizia con gli stessi strumenti atti a chiacchierare su questioni di guerra. In testa a tutti X.
A scrivere sul Social più diffuso tra i portatori insani di opinioni irremovibili è il capo dell’ufficio del presidente ucraino. Si chiama Andriy Yermak. Scrive: “la regione di Odessa, quella di Sumy. Un’altra ondata di attacchi aerei russi”. E subito il proposito universale e morale: “questi attacchi vanno fermati”.
Quindi il proposito, essendo uomo di governo: “la nostra priorità rafforzare la sicurezza nei cieli, sul terreno e in mare”. Ma anche il monito: “altrettanto essenziale aumentare la pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra”.
Estrema sintesi, sempre da parte di Yermak: “mentre l’aggressore parla di volontà di pace, i suoi attacchi dimostrano che la Russia non ha fretta di finire la guerra”. Ma il gioco del più cattivo non può durare in eterno. Tanto più il gioco a coinvolgersi e sfilarsi. L’impressione sempre più forte è che l’Ucraina sia sola.

