Sgombero militare per Gaza

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Gaza si prepara all’ennesima evacuazione nella sua Storia. Quasi impossibile elencarle tutte. Secula seculorum è stata occupata da i filistei, gli egiziani, gli assiri, i persiani, i romani, i bizantini e gli ottomani. Siamo quindi alla nuova occupazione. Oggi i monumenti sono diventati rovine. Eppure si tratta di luoghi simboli per la città. C’è la moschea Sayyed Hashim. Secondo la tradizione ospita la tomba del bisnonno di Maometto.

Tutto questo è la città di Gaza. A settanta chilometri da Tel Aviv, nelle lingue semitiche il suo nome stava per “forte”, “feroce”. Mentre gli antichi egizi la definivano come preziosa: “Ghazzat”,

In sostanza si dice Gaza in versioni che nella Storia hanno conosciuto declinazioni assai diverse tra di loro. E oggi era immancabile anche un ruolo strategico totalmente diverso. Si tratta pur sempre della della città più grande e popolosa della Striscia.

Il Corriere della Serariporta che prima dell’ottobre 2023 si contavano 750 mila persone. Il tutto in 45 chilometri quadrati. La media è di 9.983 abitanti per chilometro quadrato. (Solo per dare un’idea perspicua, sempre il Corriere, fa la proporzione su Milano che ne conta 7.843 e Roma 2.200).

Gaza si compone di quattordici quartieri. Ha un consiglio comunale i cui rappresentanti sono quasi per l’intero legati ad Hamas. La curiosità forte è che in una panorama fatto anche di piccole imprese artigiane ci sono i tre quarti degli abitanti che è al di sotto dei venticinque anni, c’è un alto tasso di scolarizzazione con quattro università, ma una disoccupazione del quaranta per cento.

Oggi che interi quartieri e infrastrutture sono distrutte inizia questo nuovo esodo in conseguenza della nuova occupazione militare.

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