Claudia Cardinale esce da questa scena

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Aveva ottantasette anni. Abitava a Parigi e da tanto tempo aveva fatto perdere notizie di sé. Del resto aveva sempre voluto essere una ragazza prestata al cinema, non una diva. Il volto ogni volta ideale da prestare a nuove configurazioni di protagonismo femminile.

La capacità pazzesca di bucare lo schermo da parte di Claudia Cardinale non era data solo dalla sua bellezza assoluta bensì dalla naturalità con cui era portata, tale dal non dover aggiungere nulla. Lei non era nella scena o nella parte. Claudia Cardinale appariva.

Così succede nel finale di Fellini Ottoemezzo quando si pone in termini del tutto nuovi al giornalista seduttore Marcello. Diventa una confidente e con la grazia che è data solo dalla naturale grandezza si pone come voce della coscienza infelice quindi del destino a cui il protagonista si dovrà sottomettere. Controversa e ambigua nel ruolo della donna che rifiuta Il Bell’Antonio, sempre con Marcello Mastroianni, per suoi scompensi fisico emozionali. Nuovamente nella Storia del Cinema mondiale nel film Rocco e i suoi Fratelli di Luchino Visconti.

Sempre con la capacità di dare uno sguardo distaccato ma partecipe al mondo in cui vive la grandiosa interpretazione del ruolo di Angelica ne film Il Gattopardo. Rappresenta, anche qui, un volto nuovo di donna: sicuramente avvenente e seduttrice ma, cosa più importante, padrona di quel che fa e determinata a scegliere, non ad essere semplicemente scelta.

Ma un volto di protagonismo assoluto del ruolo femminile lo dà nel film C’Era un Volta il West di Sergio Leone. Qui Claudia Cardinale veste i panni di quella donna arrivata in una realtà nascente, dove tutto deve essere determinato, dove la realizzazione di quella ferrovia sintetizza la quintessenza dello spirito pionieristico americano. In un tipo di realtà di questo tipo in cui una donna come lei, avente un passato poco chiaro, ne diventa in finale la protagonista. In un mondo di uomini dediti alla sopraffazione l’un l’altro come alla realizzazione di qualcosa di immenso, lei sarà la mediazione fondamentale per la quale potrà ergersi quell’insieme di cose, relazioni e attività. Insuperabile nel dare un volto a La Ragazza di Bube, tratto dal romanzo di Carlo Cassola.

Similmente a quell’arrivo da lontano, in una parte comica come promessa sposa con Alberto Sordi, Bello, ricco emigrato in Australia … si pone come fondamento per la costruzione della sua nuova vita e per dare senso a quello dello sconosciuto che si appresta a sposare. Sempre comico il ruolo della ragazza di casa siciliana segregata in casa dal fratello, Ferribòt, nel film I Soliti Ignoti. Ma la condizione non le impedirà comunque di fidanzarsi. Sempre a sfondo comico la sua presenza nei film della Pantera Rosa di Blake Edwards.

Tanti film in cui è semplicemente apparsa, Claudia Cardinale si è data al cinema con grande generosità con la capacità di dare ogni volta la dimensione eterea ma in contempo di forte carnalità e di presenza terrena, Quell’assurgere massimo all’essere femminile e insieme la determinazione nel porsi e scegliere nelle condizioni di vita interpretata.

Come per le grandi figure di questo immenso firmamento dell’immaginario mancherà infinitamente ma insieme potremmo fissarla assai meglio nelle diverse rappresentazioni della bellezza.

Gli sia lieve la terra.

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