La Commissione Affari giuridici dell’Eurocamera respinge la revoca dell’immunità ad Ilaria Salis, parlamentare europea eletta dopo una campagna di contumelie relative al suo impegno come pasionaria di sinistra in Ungheria. La Salis ne aveva ottenuto una pena restrittiva avente proporzioni infinitamente maggiori dell’eventuale torto che aveva fatto alla quiete pubblica aderendo alle accese manifestazioni antifasciste nello stato più autoritario d’Europa: l’Ungheria (Ansa).
Ma c’è ancora la parola definitiva che spetta alla Plenaria di cui avremo notizia tra più di una settimana.
La prima parziale vittoria in Parlamento della Salis, potremmo però annoverarla come l’ennesima, afferma il passo che in Europa si è voluto dare all’affermazione dei diritti individuali, compreso il diritto di esprimere il proprio dissenso.
Ennesima, perché la Salis aveva cominciato a esprimerlo partecipando alla intemerata manifestazione in Ungheria e anche nel modo di esprimere la propria contrarietà in un paese contrario ai contrari.
Arrestata, imprigionata, portata a giudizio in ceppi, la Salis se la vedeva malissimo su sé stessa. Ma c’è qualcuno che si è inventata la sua candidatura contro tutto e tutti. Candidatura che poteva essere ritenuta controversa anche perché fu considerato oltre i limiti il suo oltranzismo fuori casa in un paese che di certo non apre le braccia al dissenso.
La Salis ce l’ha fatta a ottenere la candidatura, ce l’ha fatta ad essere eletta – anche qui un’operazione non facile perché il vento avverso a lei nel paese era in abbondanza. In genere questa irriducibilità della persona e delle sue scelte non piaceva a molti elettori.
E ora deve ottenere questo atto di resistenza alle autorità romene perché il processo possa continuare e sia riammessa in quelle ingiustificabili galere. IL Parlamento resiste e ce la fa anche stavolta.
Potremmo definirla la vicenda di una vincente se però storie come questa non rischiassero di essere da incoraggiamento per molti. Ogni generazione politica ha avuto la sua minoranza manifestamente eversiva. Si ricordano ad ogni scadere di età manifestazioni con irriducibili che non si contentano di scandire slogan e di attestare la loro presenza contro. Anche il comportamento deve essere contro. C’è qualcosa in ogni modello sociale che si presta allo scontro.
Le sue derivazioni e gli elementi di coltura sono difficili da comprendere. Una società liberal democratica dovrebbe attrezzarsi a farlo.
Ed è questo il contributo che una come Ilaria Salis potrà dare nel futuro. Sarebbe un modo per dare continuità alla sua spinta di libertà

