Definire il segno dei nostri tempi

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Due poli comportamentali al centro delle notizie. Da una parte c’è la Flottilla, le sue divisioni e l’irremovibilità anche davanti l’appello del Presidente della repubblica. Dall’altra parte c’è la sala cinematografica diretta da Nanni Moretti dove all’ingresso ben in alto campeggia una scritta offensiva nei confronti del premier Netanyahu.

In entrambe i casi si tratta di comunicazione. Si esprime il senso del proprio impegno nei confronti dello stesso problema. Ma mentre nel primo caso c’è un impegno diretto, partecipato, di cui ci si caricano tutte le responsabilità fino alla stessa personale incolumità, nel secondo caso si manda la scritta e la coscienza è salva.

Non si tratta di prediligere un sistema piuttosto di un altro. Entrambi creano problemi. Il primo potrebbe nuocere ai rapporti tra Stati, il secondo avalla una nota diffusa fino a farla diventare inevitabile terreno di discordia sociale.

In entrambe i casi e a ben vedere le due modalità comunicative, incomparabilmente distanti l’una con l’altra, finiscono col sortire l’effetto di non creare alcuna conseguenza alla realtà in sé e di per sé. Non smuovono le coscienze, non cambiano la scena neanche di un dettaglio.

Servono invece a mettere in evidenza chi le fa. Tutti nel parlare di Flottilla si concentrano giustamente sull’equipaggio, sulle posizioni prese in relazione alla possibile mediazione proposta di portare i generi alimentari presso il Vescovato, rinunciando all’impresa di voler entrare a Gaza. Così come tutti parlano della sala cinematografica di Nanni Moretti e della sua scelta di entrare in scena con questa posizione forte.

Ma si perde totalmente di vista il problema di Gaza. Si gira sui contestatori di questo stato di cose disoccupandoci, oramai, su quali azioni muovere per il cessate il fuoco.

Non solo. Dette comunicazioni sollevano di responsabilità i soggetti in questione. Dire “criminale pazzo” significa attenuare la portata criminale di chi opera. L’infermità mentale viene riconosciuta dal giudice come attenuazione della pena. Sarebbe stato sufficiente “criminale” per una stigmatizzazione. E invece la pazzia serve ad attenuare.

Così come prendere in momentanea considerazione il messaggio del Presidente della repubblica comporta dare una gerarchia valoriale ai soggetti parlanti, mentre sono le ragioni a dover essere l’unica traccia per la navigazione. Significa ammettere che le ragioni non sono sufficientemente forti o che la differenza la fa la forza di chi parla e non della condizione sulla quale si vuole intervenire.

In un dibattito che dibatte sulle parole si aggroviglia lo stato delle cose presenti. Ma non perché le cose non esistano. È che non si è trovato per loro il termine adeguato. E allora ci si divide sulle giuste definizioni.

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