Le cartelle esattoriale ADER non riscosse e divenute inesigibili saranno cancellate. Il tutto entra in effettività dal primo gennaio.
Ma non ridono tutti. Solo quelli che avevano debiti pregressi. Se non riscosse entro i cinque anni le cartelle potranno essere riconsegnate all’ente che potrà avvalersi però di riproporle al debitore o cancellarle definitivamente.
Nel nostro paese l’ammontare degli oneri non riscossi è di mille duecentosettantadue miliardi di cui un terzo è classificato come inesigibile. Si dichiarano “inesigibili” quando il debitore è deceduto e senza eredi, oppure è in vita ma non ha proprietà e vive nell’indigenza oppure irrintracciabile quindi le somme non possono essere recuperate in alcun modo.
Si lasciano ancora insoddisfatti coloro che si aspettavano il condono e così la possibilità di condonare il debito nei confronti delle amministrazioni pubbliche ma anche agli indigenti poco cambierà di sapere che quel debito rimasto sospeso è ora cancellato. Sono contenti invece coloro che vivono di questi calcoli e pur di non pagare il dovuto all’erario non hanno nulla di intestato e risultano come nullatenenti.
Ma a pagare pegno dovrebbero essere anche le amministrazioni pubbliche che nel loro rispettivo bilancio confidavano sulla gestione di risorse tra le quali quelle ancora non incassate. È nei giochi di ogni amministrazione pubblica puntualmente in deficit quello di brigare un poco con le risorse gestendo anche la parzialità di queste sommate attraverso quelle non presenti in cassa. Ebbene, queste amministrazioni pubbliche quei soldi non li avranno più. Scomparsi. Anche dal novero di bilancio. Dovranno pensare a nuove alchimie per impostare una gestione avente un po’ di agio.
Il vantaggio per gli uffici consiste in quello di togliersi una branca di lavoro improduttiva perché quelle risorse erano considerabili oramai inarrivabili. Ma il danno per tutte le amministrazioni pubbliche è quella di poter gestire meno soldi.

