La lezione libica

0
48

Tutti ricorderanno la polemica, ancor più del fatto di sostanza in sé. Il noto pregiudicato Osama Almasri dopo essere andato in giro per il mondo e in Europa era approdato in Italia e seguito strettamente dalle polizie di diversi paesi era stato consegnato, come indicazione precisa, alle autorità italiane perché era entrato nel nostro territorio.

Subito era scattato l’arresto. Almasri era un farabutto di fama internazionale ma il trattenerlo implicava una condizione di imbarazzo per le autorità italiane in continua trattativa con la diplomazia libica per il trattenimento di molti aspiranti immigrati per le nostre terre.

Si temeva che un atteggiamento ostile verso un connazionale inquinasse i rapporti massimamente diplomatici con la Libia. E invece di trattenerlo e giudicarlo fu rimandato propriamente nella sua patria perché lì fosse giudicato.

Il comportamento fu vituperato dall’opposizione perché trattasi di un pregiudicato di spessore che necessitava di un passaggio nelle nostre galere e di trovare una sede giudiziale presso le nostre terre. Ma in più non fu gradito l’uso dell’aereo presidenziale per accelerare la fuoriuscita dal nostro paese.

Oggi a conferma della pericolosità del soggetto oggetto di contumelie, il primo ministro del governo di unità nazionale libico, Abdelhamid Dbeibah, ha recepito l’istanza di arresto di Osama Almasri.

Sempre il primo ministro ha teso a ricordare a tutti che è la polizia a decidere se arrestare un soggetto e nessuno può ritenersi superiore alla legge. “Per la prima volta dal 2011 non esiste attualmente alcun detenuto al di fuori dell’autorità giudiziaria”. Ha teso a specificare. La vicenda libica in verità era stata attraversata da controversie molto forti ad opera di diversi eserciti che contavano di avere la prevalenza sull’altro.

La vicenda non finisce davvero qui. Il governo italiano che lo rispedì in Libia potrà dire di aver gestito il caso con massimo rispetto per le regole internazionali, si continuerà a sostenere che invece Almasri era un pericolo pubblico anche per il nostro paese e alle stesse conclusioni potevamo arrivare, e per tempo, anche qui.

È perché non è l’esito di una vicenda a determinarne i tratti sostanziali ma i soggetti protagonisti. E spesso sono diversi a volerlo essere.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here