La morte scontata in vita, secondo Amanda Knox

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Colei che era inquisita per l’omicidio di Perugia, in quella notte di diciotto anni fa i cui accadimenti sono tutti ancora da chiarire, piuttosto oggi la ricorda su un Social. Ci mostra le foto della stanza che ha allestito per la festa dei defunti, i suoi cari che sono da questo ciclo vitale. Li ricorda caramente e ce ne dà notizia.

In più ci offre il proprio sentiment sulla morte, intesa come vissuta fortemente nella vita e come un male che non è apicale davanti all’esperienza dell’annullamento di sé in vita.

L’esperienza in concreto, chiaramente, riguarda la sua prigionia e lo stato di imputazione in Italia, in cui erano in molti a darla come colpevole.

Ne dà pubblica informazione l’Ansa. Amanda Knox ricorda Meredith Kercher. La vittima di quella notte folle di Perugia appare sorridente. Una sorta di santuario …

Compare in una foto che la scrittrice di Seattle ha pubblicato su Instagram in occasione di Halloween.

Sempre riportato dall’Ansa Amanda Knox scrive: “quest’anno ho provato qualcosa di diverso. Ho costruito un piccolo santuario per i morti nel mio soggiorno e ho rivisto i cinque ricordi del buddismo. Quella che è iniziata come una meditazione sulla mortalità è diventata una riflessione sul cambiamento, sulla maternità e su cosa significa vivere veramente”.

    “Abbiamo acceso delle candele per mia nonna, morta il 3 ottobre, anniversario della mia prima assoluzione”.

E su X: “A vent’anni, ho imparato un sacco di cose sulla morte – ha scritto ancora Knox -, tutte in una volta. La mia compagna di stanza Meredith è stata assassinata e, da un giorno all’altro, il mondo è diventato un film dell’orrore che non riuscivo a smettere di guardare. Sono stata arrestata, accusata, imprigionata, diffamata. Sono stata strappata via da tutti coloro che amavo, e anche la persona che ero, spensierata, fiduciosa, ottimista, se n’è andata. La morte non era più un’astrazione. Era tutto intorno a me. Non mi sfuggì quanto facilmente il destino di Meredith avrebbe potuto toccarmi se fossi stato io a casa da solo quella notte. Anche la prigione è una sorta di morte. La morte della libertà e dell’autodeterminazione”.

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