Quando vince l’idea di cambiamento

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E come quei vecchi film di cow boy contro indiani alla fine arrivano i nostri. Le giacche a blu e mettono a posto tutto. Mentre l’America si pensava sprofondasse nel militarismo e l’oligarchia ecco affiorare il sindaco di New York neoeletto. Si chiama Zohran Mamdani.

Ha vinto il democratico anche nel New Jersey. Si chiama Mikie Sherrill.

Il primo aveva duecentomila voti in più, il secondo circa 13 punti di distacco ed è andata assai meglio di quanto ci si aspettava coi sondaggi. Vittorie nette, quindi. Indiscutibili.

Ma la tendenza si evidenzia anche in Virginia con Abigail Spanberger si prende quindici punti e lascia dietro la repubblicana Earle-Sears. La differenza è di mezzo milione di voti di differenza. Vittoria di segno progressista anche in Pennsylvania dove i liberal riescono a difendere bene la Corte Suprema.

Vittoria Dem anche in California con la cosiddetta Proposta 50 che raccoglie il 63% dei voti. – Si intende con la Proposta 50 l’emendamento di modifica costituzionale con cui si vuole ridefinire i distretti congressuali per sostenere i seggi repubblicani su quelli democratici – Si brinda al fatto che non è passato il tentativo di quello che da noi si definirebbe “legge truffa”.

Il segno che l’effetto Trump va al contrario del suo ispiratore perché porta i democratici a votare.

Emblema del successo è New York che nel mondo configura l’immagine più vivida dell’America. Ebbene in quella terra del sentimento americano il suo sindaco rilancia la sfida al presidente. Dice di “alzare il volume”, Rivendica le origini non proprio Yankees. E con ciò tutti gli elementi di diversità da quello che si riteneva il pensiero comune: Dio, patria e famiglia.

Di qui difficile profetizzare il vento contrario oramai nato o comunque possibile. Tantopiù davanti al fatto che dalle nostre parti non esiste neanche il sussulto di una reazione alla presenza stabile della destra al governo. Anzi, c’è un PD che in larga maggioranza assume posizioni conservatrici a quello che c’era in relazione al referendum per la riforma delle carriere in magistratura.

Difficile capire anche gli elementi connotativi che in un paese variegato e complesso come gli Stati Uniti fanno leggere l’univoca vittoria progressista.

Facile vedere che i facili profeti della disfatta finale e della crisi totale di un’idea di innovazione avessero totalmente torto.

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