“ Neminem laudere “. Su questo principio il Comune di Roma dovrà risarcire, e di tanto, tanti cittadini che si sono visti danneggiati dalla presenza della sopraelevata a ridosso delle proprie finestre oppure per il fatto di essere costretti a respirare aria mefitica perché avente polveri sottili o altre sostanze tossiche.
A dirimere il contenzioso che tra cittadini e amministrazione è in corso da anni è la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso del Comune di Roma che voleva opporre sui rimborsi ai cittadini aventi dalla loro una sentenza passata in secondo grado. Quindi ora il Comune deve rifondere i danni.
Ad essere compensati sono gli abitanti del Foro Italico e quelli a ridosso della Tangenziale Est.
Già in Appello però il Tribunale aveva considerato congruo un rimborso per i danni materiali subiti con una somma paria circa duemila euro a cui aveva diritto ciascun sostenitore danneggiato. Precedentemente il giudizio invece dava tutto l’onere ai proprietari di casa che dovevano dotarsi di accorgimenti per l’edilizia tali da essere messi in sicurezza.
Viene così applicato l’articolo 2043 del Codice Civile per cui “qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.
Il Comune di Roma dovrà apporre misure per assorbire l’inquinamento acustico, quindi barriere fonoassorbenti e velocità a trenta chilometri all’ora.

