Il 15 ottobre del 1985 usciva ufficialmente nelle sale il nuovo film di Nanni Moretti in cui versava i panni inusitati di un sacerdote. Nella narrazione il sacerdote ritornato alla sua parrocchia e reduce dagli anni di lotta, non può far a meno di incontrare i suoi fantasmi. Sono interpretati dal giovane Salemme che avendo fatto parte della generazione immediatamente successiva alla sua ne aveva acquisito le idee-forza onde rimanerne esistenzialmente vuoto, avendo anche condiviso una scelta in estremismo.
Il sacerdote non si capacita nemmeno nei rapporti familiari, nella relazione con la sorella che sbandiera la sua libertà e volontà di autodeterminazione. La sua chiesa ha crisi di fedeli, un sacerdote prima di lui si è tolto gli abiti talari per vestire l’ideologia della mondanità che traduce una forma di spiritualismo nella voglia di vivere, di essere, di partecipare nelle cose. Tutte pulsioni invece che il sacerdote protagonista si accorge di aver perso.
Cerca di far fronte a tutto ma con scarso successo e un senso di frustrazione sempre più grande. Fin quando il suicidio della madre probabilmente gli suggerisce la nozione che la vita va vissuta per quanto è in grado di dare ed è inutile, quanto dannoso, costituire aspettative troppo alte dal proprio mondo. Solo alla morte non c’è rimedio. Ed a quella non riesce proprio a dare una risposta.
Capisce effettivamente e definitivamente di come tante speranze giovanili, anche quelle riformate nella seconda gioventù, erano destinate a rimanere deluse.
Può dire solo ai suoi fedeli: “la messa è finita”. Anche se una semplice canzone, un ballo tranquillo in un gruppo di famiglia gli suggerisce che probabilmente la vita sta tutta lì. Trovarsi, riconoscersi, condividere. Semplicemente.
Doveva illuminarci sul fatto che quanto ritenuto progressista e propulsivo si era trasformato nel suo contrario. Nanni Moretti quando era un grande artista lo capi per tutta la sinistra. Alcuni di noi ci misero un po’ di più ma alla fine arrivammo che la messa era finita. Neanche la benedizione ci prendemmo.

