Legali almeno nell’ora

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Sono arrivate a trecentocinquantamila le firme per adottare in modo permanente l’ora legale. L’opposizione al dato naturale – che di per sé non esiste, ma riferisce comunque a una convenzione antecedente – è dato dal risparmio reale nella catena produttiva dell’energia e della sua fruizione.

Quindi in Camera dei deputati si discute sul progetto. A muoverlo è la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Consumerismo No profit.

Se fosse approvata entro il 30 giugno 2026 si concludono i lavori e la normativa sarà pronta per essere approvata. Ecco i risparmi che si prevedono. Sono scritti nella relazione Sima: “dal 2004 al 2025 l’ora legale ha consentito risparmi in bolletta per complessivi 2,3 miliardi di euro, pari a minori consumi di energia per oltre 12 miliardi di kWh (dati Terna), e ha ridotto le emissioni di anidride carbonica in atmosfera tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate in meno all’anno, pari a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi – ricordano Sima e Consumerismo – Si stima che mantenere l’orario estivo tutto l’anno potrebbe generare un risparmio annuo di circa 720 milioni di kWh con vantaggi in bolletta per 180 milioni di euro. Tra gli effetti positivi si possono includere anche l’aumento dei consumi nel commercio al dettaglio e nella ristorazione, l’ampliamento della stagione turistica e un miglioramento della sicurezza pubblica senza dimenticare poi i benefici sul fronte della salute, considerando che il passaggio all’ora solare altera la ritmicità circadiana”.

Viva la luce. Evviva si suoi magici effetti sul dinamismo naturale. Ci sono tutti i termini per creare una nuova moratoria che invigili sulle attività notturne e i suoi apparenti benefici. Ce n’è abbastanza per una nuova morale.

Ed allora la luce, contrariamente a quanto detto nella trascrizione biblica, sarà il contrario dell’inizio di ciò che è.

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