Quando si dissolve il duale

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Insieme erano sempre state e si erano imposte per quell’eleganza di altri tempi. Quella nota che fa sognare nella notte birichina ma non dice niente di più. “La notte è piccola per noi, troppo piccolina” – il motivo che le affermò ulteriormente sulla scena italiana.

Uscite dalla Germania Democratica per fare il passaggio dall’altra parte del confine pensarono bene che il decadentismo teutonico non si allineava alla loro naturale gentilezza. Approdarono quindi in Italia.

La novità propellente per i nostri teleschermi consisteva nel fatto che il canone di bellezza non si concentrava su una sola entità, dando poi la libertà di rappresentare il suo duale nell’immaginario. Le Kessler erano già due. Mostravano le gambe. Cantavano testi divertenti ma sempre con infinita classe.

La formazione in coppia scoraggiava fantasie monodirezionali e furono ben gradite anche presso il pubblico femminile.

La notizia della loro morte, insieme, come del resto la loro vita, riflette la conduzione di un’esistenza vissuta nel rispecchiamento con l’altra. Anche le loro abitazioni, erano separate, ma concepite come coese, la loro casa in Germania era divisa solo da una parete mobile.

Insieme, secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Bild, hanno deciso per il suicidio assistito. All’età di ottantanove anni avevano vissuto diversi stati di gloria, di declino e di rinascita continua. Esaltate in Germania come “gambe della nazione” trovarono in Italia una conferma perfetta. Nate nei pressi di Lispia, a Nerchau, avevano iniziato col balletto dell’Opera. Furono lanciate da una copertina di Playboy.

Ma poi come ballerine e cantanti, senza mai un filo di volgarità e senza mai ammiccare, arrivarono al cinema con Dino Risi nel film Il giovedì dove avevano come compagno di ventura anche Alberto Sordi. Poi sempre nel cinema, I complessi.

Di qui la svolta teatrale con Garinei e Giovannini. La televisione le ha immortalate invece con Milleluci.

Una vita insieme non poteva che dissolversi allo stesso modo e con decisione di comune accordo. L’armonia del due, in qualsiasi modo si rappresenti, a cui hanno sempre dato raffigurazione le accompagna anche nel ricordo.

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