Primarie per il sindaco diventato secondario

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Gualtieri o non, la città di Roma deve imparare ad organizzarsi per il suo immediato futuro. Deve capire se dare ancora fiducia al PD e alla valanga di PNRR fatti cadere sulla città per dare risposte trovate dalla primalità del finanziamento sul progetto.

Ma anche nel caso in cui dovesse andare a sinistra il consenso dei romani per Roma, non sta scritto da nessuna parte che debba essere Roberto Gualtieri a rappresentarlo. Quali sono i suoi meriti sul campo per ottenere la candidatura in modo diretto?

Non si è fatto sfuggire il miraggio di tanti finanziamenti buoni per risolvere qui e lì, ma ha latitato totalmente sul senso di innovazione per la città che ha già il Giubileo per aprirsi al mondo e trasformare il suo centro storico – una vera e autentica città – in un grande bed and breakfast.

A quel vecchio professore gli manca una visione della città in grado di saperla coinvolgere nel secondo mandato in modo convincente. E se è vero che squadra vincente non si cambia, resta tutto da vedere quanto lo sia e quanto invece sia corroso dal dissenso interno, da una parte, e dall’altra parte dell’emisfero politico: il centrodestra.

Gli amici di Meloni si dovrà vedere quanto vorranno impegnarsi e se riusciranno a far calare un asso dalla manica con pericolo di non arrivare a meta.

Ma l’attuale sindaco di Roma deve vedersela anche con un dissenso interno che non recede. Da una parte -c’è il deputato europeo – ex sindaco e ancora col risentimento per l’essersi visto disciolto dal notaioIgnazio Marino. Ma anche l’altra ex sindaca, Virginia Raggi, che coerentemente non ha mai smesso di fare opposizione al nuovo status quo.

In un’assemblea di simpatizzanti democratici è stato infatti chiesto strumentalmente a Marino se non condivida l’idea di fare le primarie di coalizione per stabilire chi dovrà fare il sindaco. Idea che ovviamente l’ex sindaco ha accettato. Ne scrivono notiziari locali. Durante un’assemblea nella storica sezione PD di via dei Giubbonari e in un’assemblea presso il Laurentino. Chiaramente il PD chiude sull’attuale sindaco. Ma la questione pare tutta aperta tantopiù che nella Città Aperta per eccellenza poco si apprezza il decadimento dello stile di vita che si conduce oltre che alla non soluzione di problemi rimasti incancreniti come la gestione e la raccolta dei rifiuti.

Non vale l’argomento dei sondaggi perché questi arridono solo in mancanza di un vero antagonista e un’idea forte di cambiamento. E comitati nascono contro il nuovo stadio della Roma a Pietralata e sull’inceneritore di Santa Palomba.

Al di là dell’enfasi per quello che c’è ora, si dovrà quindi ricomporre il giro di sfere per verificare quanto è effettivamente apprezzato quello che si muove su Roma. E il risultato finale potrebbe ridare il vero volto di Gualtieri.

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