Si fa presto a dire “piadina”

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Da un nome comune a un nome proprio. Questo rischiava di accadere all’espressione “piadina” che è entrata nel vocabolario europeo e ha cercato di impossessarsi della proprietà terminologica nell’indicare la famosa pietanza romagnola.

Il consorzio per la tutela della piadina romagnola è riuscito a spuntarla presso l’Istituto nazionale della proprietà industriale di Parigi. Il ricorso dell’impresa italiana è riuscito a valere le sue ragioni in merito al diritto di utilizzare il termine generico che deve restare proprietà dei produttori primari.

La dizione “piadina”, quindi deve restare generica, non se ne può appropriare, non gli si può dare la conformazione di termine proprio, come fosse il nome di battesimo di un prodotto.

Quindi si tratta di uso sociale di un termine che deve continuare ad essere utilizzato come “nome comune”, tipo casa, mare, cielo …

Il consorzio di tutela della piadina l’ha spuntata, quindi, affermando il carattere di generalità a un prodotto specifico tale da poter essere assunto da chiunque lo produca.

L’Italia quindi vince in Francia sulla Svizzera. Era infatti un’azienda svizzera a rivendicare il diritto ad utilizzare l’espressione generica adottando la ‘ pì ‘ maiuscola, come fosse un nome proprio.

Il contenzioso era sorto diversi anni fa e dirimerlo era possibile solo dando all’espressione il crisma di generalità o di specificità nominale. Ha vinto la prima accezione. Ma il contenzioso è durato più di un anno e di ci è voluto l’Istituto nazionale della proprietà industriale di Parigi per risolverlo.

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