Tutta gossippara la dialettica istituzionale nel nostro paese. Paesana la maldicenza pubblicata su La Verità per cui un Consigliere del Presidente della repubblica in libero effluvio di parole avrebbe svelato la necessità del Colle di passare ad un altro piano di attacco verso la presidenza del Consiglio.
Parole dette in libertà e riportate come fossero una matrice segreta dettata dall’intellighenzia del Colle.
Una sparata per fare un titolo, si dirà. Ad aggravare la tensione nascente c’è stata anche l’esternazione del capogruppo di Fratelli d’Italia che ha chiesto una smentita. Smentita di che? Di parole riferite per esser state dette in osteria?
Il flatus vocis con la mole dei problemi che dobbiamo caricarci non dovrebbe cogliere l’attenzione di nessuno, ma pare che gli addetti alle vaporiere invece vogliano puntualizzare.
Maldestra una replica del Colle che etichetta come ridicola la voce di cui si è data notizia. Altrettanto assordante il gioco di repliche degli altri secondi attori che ci tengono a una parte in commedia, adesso che si menano le mani.
Succede allora che il giorno dopo la presidente del Consiglio si presenti al Quirinale per capire. L’incontro -dicono le note di agenzia – serve come chiarimento col Presidente della repubblica. Propiziato da una telefonata del presidente del Consiglio al Capo dello Stato, è stato espresso il desiderio di capire.
Durante l’incontro Giorgia Meloni ha detto esplicitamente quanto provava disappunto per le parole istituzionalmente inopportune. Solo che a dirle è stato il Consigliere Francesco Saverio Garofani e non le ha dette in una udienza pubblica, ma in un libero scorrere di parole dalle quali probabilmente esce qualche espressione particolarmente esplicita.
E allora non si capisce bene se ad esser presa in massima considerazione è la pubblicazione di relata refero inopportune, solo perché pubblicate da un giornale regolarmente in edicola. Oppure sia tutto un pretesto per un chiarimento mai avvenuto tra le due cariche apicali dello Stato, aventi però radici di orientamento profondamente diverse.
Se Meloni punta al Colle o se Mattarella punta a sostituirla, non sono cose che si possono dire in alcun incontro, anche se massimamente informale. Restano nelle libere divagazioni a tavola e debbono lasciare il tempo che trovano. La politica insegna che sono le fattualità e gli atti concreti a fare la Storia e a chiedere reazioni adeguate. E queste non possono arrivare neanche se vengono colte nelle intenzioni.

