E se non ce l’avesse con la Meloni il Consigliere del Quirinale? E se invece le sue parole non intendevano invece riferirsi a una leadership inadeguata per la prova richiesta? Se, in altri termini, nella famosa chiacchierata davanti a un buon bicchiere di vino e a un buon piatto, non ci fosse l’incolpevole Meloni e invece Elly Schlein?
La domanda risuona sui notiziari di oggi (Sole 24Ore) e cerca di trovare in poche sconclusionate considerazioni il filo logico che manca nelle parole del Consigliere del Quirinale. Peccato non ci sia un testo autografo sul quale fare fede ma solo poche frasi riportate. E forse anche male.
Di certo sappiamo e vediamo che il movimentismo della Segretaria PD poco si confà alla fase in cui ci sarebbe bisogno di un’opposizione credibile e rigorosa in grado di rappresentare un’alternativa credibile al più presto. Una condizione di forte mobilità nell’altro fronte opposto al governo, infatti, da una parte consente lo sviluppo di diverse tesi alternative – in testa a tutte quella dell’altro movimentismo di Giuseppe Conte, ma anche quello della Sinistra e dei Verdi. Il tutto con grande sofferenza dello zoccolo duro del Partito Democratico, specialmente quello che deriva da memorie uliviste e popolari. Non a caso si sta parlando della denominazione di origine del Presidente della repubblica in persona. Non a caso, quindi, la congettura che a diversi è balzata per la testa per cui alla direzione massima del Quirinale la preoccupazione consiste nell’inadeguatezza dell’opposizione più che su quella della maggioranza.
Il bello e in contempo il triste della politica consiste quando esalta il suo versante letterario e sconfina nei giochi di interpretazione. Tanto più che non può sussistere un chiarimento da parte del diretto interessato nemmeno da parte del presidente in persona. Il chiarimento però tra i due – Presidente della repubblica e Presidente del Consiglio – è avvenuto ma ugualmente non si sa cosa si siano detti. La qual cosa alimenta le congetture e le confutazioni di prima.
Il tutto a grande vantaggio della dimensione del possibile che si oppone alla concretezza del reale, in termini di approvazione Finanziaria e in un contesto sempre teso in politica internazionale, dovrebbe essere invece l’unico versante possibile.

