I ventotto punti non fanno la sutura della lacerazione

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Pistola sulla tempia di Zelensky. Firma oppure non ci saranno aiuti militari americani quindi conseguente disfatta finale. “momento difficile – ammette Zelensky – siamo a un bivio”. E ancora: “Siamo ora in uno dei momenti più difficili della nostra storia”.

I famosi ventotto punti delineati da Trump ma sicuramente teletrasmessi da Putin, non vanno giù, specialmente dopo più di tre anni di guerra. Accettare significherebbe aver reso inutili le morti di tanti soldati ucraini in guerra difensiva per la loro indipendenza. Non accettare e continuare a fare la guerra significherebbe comunque la disfatta. Perché senza l’aiuto degli americani gli ucraini non hanno speranza. Non possono averla nemmeno se gli europei si immolassero ad un improbabile eroismo. Zelensky ha assicurato rapidità nelle scelte.

Si sa che gli americani fanno così: entrano in un gioco politico militare ma ne escono repentinamente appena rilevano segnatamente la scarsa risultanza dello stesso. Fecero così in Vietnam, lo stesso in Afghanistan. Se il gioco non vale smettono di giocarlo.

E sicuramente da parte degli States questo conflitto va regolato. Così come si deve intrattenere un rapporto equo e senza scosse con quella che un tempo era l’alternativa imperialista: la Russia. Oggi bisogna parlarci, entrare in contatto perché i problemi di un mondo in cui i piani tecnologici si esaltano in altre latitudini ha bisogno di risposte immediate. Pena, rimanere i due colossi con un pieno di bombe, ma senza la capacità di determinare la politica che conta costituita sull’economia.

Come era stato già detto, l’Unione Europea potrebbe comprare le armi dagli Stati Uniti e sostenere la resistenza ucraina. Ma con quale respiro? Quale prospettiva?

Ma anche rinunciando totalmente a fare parte di questo nuovo gioco gli Stati d’Europa non ci fanno un figurone. È solo questione di tempo e dovranno cedere alla capitolazione coi veri grandi, tutt’al più dividersi in aree di influenza verso l’uno o verso l’altro.

Follia chiedere un coinvolgimento da parte di qualche altra potenza. Ciascuno carezza i suoi propositi di egemonia mondiale e nel mondo tenersi il sovrappopolamento, le follie climatiche, l’incoerenza tra dotazione di armi e potere reale.

E Zelensky dal suo eremo in esilio potrà dire: “io ve lo avevo detto”.

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