Lutto nazionale

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Un’altra frase mezza frase aspetterò nel dubbio che sia vera. Questa però lo è. Con lo stesso dubbio che il passaggio in questa vita non significhi alcunché per lei. Spentasi ieri sera all’età di novantun anni aveva tematizzato diverse volte la sua dipartita, quasi con civetteria. Ha lasciato disposizioni per cui la sua cassa dovrà essere semplice e le esequie essenziali. Come se la morte fosse solo un punto di continuità nel flusso della memoria generato dall’artista che ebbe il bene di riconoscere i suoi grandi incontri. Prima di tutti quello con Gino Paoli ma anche e soprattutto con la musica brasiliana, quindi con la Saudade evocata in tante armonie.

Conosciuta e balzata all’attenzione in quell’Italia perbenista di fine anni Cinquanta inizio anni Sessanta per le canzoni della Mala milanese, ebbe il merito di dare, fin dagli esordi, una ventata di novità da quell’atmosfera asfittica che esprimeva solo rime baciate con buoni sentimenti.

Anche nelle ultime interviste tendeva sempre a dare uno sguardo diverso, disincantato della realtà, un lingua sferzante tesa a dare il disincanto della vita perché nell’altra dimensione il rischio è quello di rimanere imprigionati per un po’ troppo tempo.

Emblema della libertà nel gestire il suo etereo femminino non faceva mistero dei suoi flirt che hanno contribuito a farla grande e a dare quell’aura in più da porla come qualcosa di diverso da una semplice cantante.

Nel suo curriculum vitae non possono fregiarsi trofei di concorsi canori vincenti. La sua natura indipendente gli impediva di muovere troppe leve per il pallido vanto di dire: “ho vinto”. Il torneo canoro a cui si prestava era il semplice pretesto per esserci e presentare il suo modo del tutto indipendente di essere.

Nonostante la tarda età la notizia ha sorpreso. Avere Ornella sembrava una dotazione imprescindibile al nostro immaginario popolare. Mancherà nelle sue interviste impertinenti da Fabio Fazio, mancherà nelle sue incursioni trattando di questo e di quello. Incurante delle ripercussioni future, infatti, non ha mai mancato di schierarsi quando ha voluto. Tra le sue incursioni di simpatia si ricorda anche il mondo socialista da cui però riuscì a non rimanere schiacciata nelle mannaie create da quell’onda che fu Tangentopoli.

In sostanza la vediamo vicina al sentimento del paese determinato dallo spirito del suo tempo. Ornella c’era. Spesso e volentieri. Non trovarla più sarà il segno che mondo è cambiato.

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