Tutto come le previsioni. Campania e Puglia al centrosinistra. Veneto al centrodestra. Ma dentro ciascuna di queste vittorie tanti malesseri individuali. Due grandi saluti: quello di De Luca e Zaia, rispettivamente da Campania e Veneto, con le contromanovre perché questi due finali di attività non siano pagati oltremodo dagli schieramenti di riferimento. Ma anche in Puglia, confermare il centrosinistra dopo le temperie delle inchieste processuali non era facile.
Ma sono sempre i movimenti dei singoli a dettare i tratti determinanti di queste elezioni. Ma quando si tratta di singoli ci si riferisce a ciascuno: persone aventi diritto al voto. Ebbene, sono stati l’elemento rilevante perché queste elezioni saranno ricordate come l’evidenza di una svolta di un corso storico. Ci sono infatti gli elementi per determinare il tramonto della democrazia come sistema di selezione e determinazione della classe dirigente del paese. Quando a votare va uno su tre degli aventi diritto è chiaro che il governo consiste del sostegno della minoranza di una minoranza. Ma questa realtà, oramai acclarata e non episodica, si costituisce anche come la determinazione di volontà politiche.
Minori elettori significano anche flussi elettorali maggiormente controllabili e migliore capitalizzazione del proprio pacchetto di voti. Tutto questo è in contrasto al libero svolgersi dei mutamenti di orientamento evidenziati nel momento del voto. Due su tre rinunciano a decidere. Il terzo lo fa per gli altri due che restano a casa. Tutto questo non può non lasciare segni indelebili nella configurazione del sistema di potere eletto.
Ed allora la notizia per la Campania non è tanto che sia eletto Fico presidente, bensì che sia entrato Sangiuliano in Consiglio. L’ex ministro della cultura chiacchierato per la volontà di conferire incarico a Maria Rosaria Boccia che invece fa flop nella lista del sindaco di Terni Stefano Bandecchi: totalizza ottantanove voti ma ci si chiede chi può averla votata. Va forte il figlio d’arte: Pellegrino Mastella, figlio del grande Clemente. La circoscrizione sannita conferisce il 17,68% alla lista ‘Mastella Noi di Centro Noi Sud’. Dimostrazione che bisogna tenere famiglia per affermarsi in questo gioco.
La Puglia invece si caratterizza con l’affermazione di Fratelli d’Italia che conquista più voti nel centrodestra. Alimenta così quel gioco competitivo in maggioranza tra i tre partiti tanto apprezzato dai cronisti televisivi, come se i problemi interni di una compagine politica possano interessare i cittadini che per lo più neanche vanno a votare. Sempre in Puglia si assiste ad un’affermazione del voto femminile. Evviva! Dodici elette su cinquanta. Dieci in maggioranza, due all’opposizione. Cosa significa questo per la Puglia però è tutto da comprendere.
Con la vittoria del centrodestra in Veneto si conferma la grande performance di Luca Zaia che prende 203.054 preferenze, facendo suoi sei collegi su sette. Ci insegna che in politica non ci si improvvisa e quel che si fa, resta. Il problema è per chi arriva e non può attestare galloni di referenza.

