Di nuovo esce La Verità. Con sicurtà edittale il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro ne tira fuori un’altra diretta al nostro malcapitato presidente della repubblica. Secondo l’intricante quotidiano il presidente si sarebbe detto indisponibile a firmare per una riforma del sistema elettorale a ridosso delle prossime elezioni. Strano – segnala l’attento gazzettiere informato – fu proprio questo Presidente a firmare quattro mesi prima delle elezioni il progetto di riforma.
Non piacciono i due pesi e due misure, non piacciono le parole ieratiche del grande sacerdote della nostra repubblica. Nuovamente il quotidiano va all’attacco nella probabile convinzione che un buon pro ne possa ricavare in termini di notorietà e galloni per aver vestito una battaglia anti-sistema.
E allora mestamente e laicamente, c’è da prendere in considerazione che ciascuno fa le sue. I risultati si vedranno al traguardo dove ciascuno nuovamente starà a glorificare le sue performance, come in una gara podistica provinciale, e tutto ricomincerà daccapo.
Il nostro Presidente è uno che di riforme elettorali se ne intende. Dette il suo nome al famoso Mattarellum e sulle alchimie tese ad assegnare vittorie non consegnate dall’elettorato ne è presago, oltre che interprete. Chiaro, quindi, quanto si possa divertire ai giochi di palazzo di apprendisti stregoni alle prese con modifiche nell’impianto per ottimizzare le prestazioni. Lui arriva da una scuola antica e questi giochi li conosce a priori, gli apprendisti stregoni sono puramente funzionali al suo divertimento. Ma il gioco si prolunga nell’esposizione visibile, tale da essere apprezzata da tutti fino a diventare lo show della nostra res pubblicae.
Del resto, è notorio, le fughe in avanti sono tipiche dell’ideologia nostrana. In ogni fase c’è chi tenta il colpaccio per intestare a sé i destini dell’intero complesso dei rapporti di forza e guadagnare così un posto nella Storia. Così come nessuno poteva lontanamente immaginare come questo personaggio timido e di seconda linea, fratello di una vittima di mafia, potesse assurgere a un ruolo imprescindibile nelle vicende dei nostri ultimi sedici anni.
E invece è così. E se così è, c’è speranza per tutti. Quindi anche un gaudente gazzettiere si monta la testa, così come un barbuto leghista fa il suo, e anche la coatta di Garbatella ce le mette tutta …

