Il caldo! Anche d’autunno?

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La Terra ha conosciuto anche precedentemente fasi in cui si scaldava di più. Solo che la novità dei nostri giorni consiste nel tempo materiale in cui lo fa. Ma c’è la possibilità che tutto questo non sia derivato da intervento dell’attività umana. Nondimeno ci si preoccupa e si osserva il cambiamento climatico negli anni in stretta consonanza al fatto che le estati durano di più e sono più intense.

“Il clima estivo ha dominato durante l’Olocene medio, con una media di centonovanta-cinque giorni estivi all’anno, rientrando nella coda superiore estrema delle distribuzioni estive nell’Olocene inferiore e superiore. La variabilità olocenica dei giorni estivi è strettamente allineata con i cambiamenti passati simulati nell’LTG, supportando l’ipotesi che i processi dinamici influenzino il clima stagionale alle medie latitudini su scale temporali da decennali a millenari. Una diminuzione di 1 °C della temperatura media stagionale (LTG) prolungherebbe la stagione estiva di circa sei giorni, arrivando potenzialmente a quarantadue giorni estivi entro il 2100, in uno scenario di normalità. Questi risultati forniscono vincoli osservativi chiave per comprendere e prevedere gli impatti stagionali sugli ecosistemi e sulla società “ (Nature Comunications).

In estrema sostanza, l’Europa è soggetta a dover sopportare otto mesi di clima estivo entro la fine del secolo. Ma lo stesso avveniva seimila anni fa! Anche allora – pare – che l’estate durasse duecento giorni. Ma la differenza, dice sempre lo studio indicato, è che oggi, a differenza di seimila anni fa, ci sono le emissioni di gas serra che stanno accelerando il riscaldamento dell’Artico. Ed è per questo che l’area oggi si riscalda più velocemente.

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