Oggi alle ore 9,18 in Rai il fratello di Emanuela Orlandi invitato per fare il punto sulle indagini relative alla famosa scomparsa della sorellina ha emesso questa sentenza ripresa dall’Ansa.
L’asserzione deve far riflettere perché mette in evidenza due opposti rendendoli in un unico. Il tutti e il nessuno in verità sono riferiti alla stessa persona e cioè alla generalità dei senzienti.
Al di là dei veri sviluppi del caso Emanuela Orlandi il dilemma pare già in questo ossimoro svelatrice di come la verità che si nasconde sia quella di cui nessuno vuole avere conoscenza. E in tal senso non si saprà mai perché già saputa.
Quale potrebbe essere la reazione di tutti davanti all’evidenza di una Santa Sede totalmente corrotta fino alle sue più alta gerarchia? Sarebbe la fine di un’istituzione, di un sacro sigillo che nelle ragioni e nei torti ha accompagnato la Storia.
Ma il contrasto non sta solo banalmente sul rapporto identitario tra “tutti” e “nessuno”, c’è una contraddizione forte anche tra il cercare e il trovare. Come se il lavoro effettivo, incurante del vero risultato finale, sia tutto da centrarsi nella ricerca. Quel che si trova è affidato a una serie di eventi che possono essere determinati dalla concatenazione causale delle circostanze così come del caso. In ogni eventualità il risultato finale non deve apparire come espressione della verità in obiettivo alla ricerca. Bensì quanto è arrivato. Sia questo determinato dall’insieme di condizioni portanti nel tentativo di coglierla, sia dall’effetto arrivato in situazione combinatoria.
La vicenda di Emanuela Orlandi, cristallizzata così com’è, aiuta allora a capire diverse condizioni in cui è inserito l’esserci della soggettività consapevole in una società irta di contraddizioni. Quasi non serve sapere o capire qual sia stato l’esito finale di quanto accaduto. Quando già osserviamo e capiamo della situazione ci basta per capire in quale mondo siamo e come sia impraticabile la prospettiva di un mondo emendato da certi mali.
Ed è la conclusione più atroce del disvelamento di cento assassinii.

