Il rovescio dell’onere della prova rovescia anche la realtà del reato

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Ogni grande discussione su una riforma di legge ne presuppone sempre un’altra riguardante la modifica di un quadro politico generale o più esattamente di una cultura sociale diffusa. Il divorzio sottostava al nuovo diritto di famiglia, l’aborto al diritto della donna di decidere sul suo corpo …

La sulla riforma relativa alle condizioni oggettive in cui si viene a presentare la violenza sensuale non si capisce bene cosa presupponga.

Dal governo di destra, conservatore per progressione, ci si sarebbe aspettata una diffida dal tentare ogni fuga in avanti. Ma probabilmente è proprio questa invece la lusinga del mondo progressista.

Sul tema della violenza sessuale le norme esistenti già puniscono il rapporto sessuale senza consenso ottenuto, non con violenza o abuso delle condizioni di inferiorità della vittima, ma anche solo con una “minaccia”, perfino solo implicita (la cui prova contraria può già essere, nei fatti, impossibile).

Detto questo non si capisce allora la necessità di punire penalmente anche un rapporto senza consenso, ottenuto addirittura senza minaccia, visto che la dinamica di soggezione della vittima è già compresa nelle modalità di eventi di questo tipo.

Il problema con questo tipo di riforma è che non si capisce in alcun modo quale comportamento si intenda punire. Si ripete: già è perseguibile la violenza esercitata attraverso la soggezione o il generico intimorimento. Impossibile, diversamente e in più, da spiegare nel concreto la modalità per avere, nella realtà, un rapporto sessuale non consenziente senza minaccia, anche implicita.

Verosimilmente in mancanza dell’onere della prova si potrebbe arrivare allo stato di accusa di una violenza senza alcuna evidenza della stessa del reato. Un processo di intimorimento dell’accusa che potrebbe arrivare a forma ritorsiva.

E con la diffusione della violenza come denominazione si sortirebbe l’effetto peggiore: la cancellazione della categoria vera e propria per l’attribuzione generica della stessa.

In sostanza questa fanfara di esortazione ad estendere e inasprire una fattispecie penale già ben chiara rischia di far sparire la fisionomia del reato. Tutti possono diventare violentatori, nessuno è violentatore.

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